Gli errori da evitare nel redigere il proprio c.v. sono tanti

- dimenticare di inserire l'autorizzazione all'utilizzo dei propri dati personali (legge 196 del 2003) è un duplice errore perché da un lato è sinonimo di scarsa attenzione, scarsa informazione e dall'altro complica il lavoro di chi riceve il c.v. e lo costringe ad attendere una autorizzazione. 

- scrivere il c.v. in inglese o in lingua straniera se non espressamente richiesto. Molti reputano lo scrivere un c.v. in inglese un segno di distinzione e una dimostrazione di conoscenza della lingua senza considerare che chi è demandato a ricevere quel c.v. potrebbe non conoscerlo l'inglese. 

- indicare referenze se non espressamente richieste, allegare al c.v. lettere di terzi o certificati è sintomo di scarsa sicurezza e di necessità di rassicurare più l'autore stesso del c.v. che non il recruiter o destinatario del c.v. 

- farsi fare il c.v. da altri o seguire format prestabiliti. Se un c.v. non è redatto dall'autore e artefice stesso e quindi se il c.v. non rispecchia in pieno la personalità dell'autore l'addetto alla selezione avrà delle aspettative che non saranno soddisfatte in sede di colloquio e inevitabilmente la probabilità che l'assunzione vada a buon fine sarà ridotta.


Un c.v. mirato per essere mirato va riscritto o modificato ogni volta per ogni annuncio. E' importante che venga evidenziata l'esperienza o la caratteristica personale richiesta nell'annuncio stesso anche se questa esperienza non sempre è stata quella più importante della propria vita professionale o se la caratteristica personale richiesta (ad. es. la precisione, la puntualità o la creatività) non è proprio quella che più ci rappresenta.


Gli errori d'ortografia sono squalificati per un c.v. sempre e senza alcun dubbio penalizzano l'autore del c.v. sempre. 
Eventuali errori di stile, mancanza di eleganza e poca chiarezza nella formato del c.v. redatto sono penalizzanti se la posizione alla quale si risponde è di responsabilità e/o richiede doti di presenza, chiarezza espositiva, tipicamente per le posizioni di marketing e comunicazione.


Un portale del lavoro va scelto in via primaria per l'aggiornamento: mai fidarsi di un portale che riporti degli annunci privi di data o con una data di scadenza (che non ha spesso significato). Ci deve essere la data di pubblicazione dell'annuncio. 
Aziende presenti, attive nella pubblicazione, e contenuti interessanti sono altri elementi su cui basarsi per completare il proprio giudizio quando si valuta la serietà di un portale dell'e-recruitement. 

Cambiolavoro non ha data base ma ha un servizio unico in Italia quello dell'inoltro http://www.cambiolavoro.com/opzionimodulo.htm (servizio apprezzato anche da altri portali che lo ospitano, portali come quello del sole24ore: http://job24.ilsole24ore.com/strumenti/invia_curriculum.php). Il servizio d'inoltro permette a un utente di contattare in modo gratuito e a pagamento oltre 3000 contatti utili nel mondo del lavoro in circa 24-48 ore.

Una volta, fino a un paio di anni fa in internet non c'era l'operaio, la commessa di negozio, l'addetto alla reception perché internet era esclusiva di pochi lavoratori qualificati. Oggi la connessione internet ha una penetrazione elevata e anche le figure meno qualificate trovano risposte e quindi anche per esse vengono pubblicate molte offerte a scapito di giornali e free presss. 
Oggi la figura più ricercata è una figura di vendita: gente di commercio o sales manager hanno vita meno difficile di altri. 

Se non si dedica tempo alle risposte degli annunci non si ottiene attenzione. 
Chi manda un c.v. senza una lettera di accompagnamento in risposta ad un qualsiasi annuncio, spesso non ottiene neppure un "grazie Le faremo sapere..." Chi non ha i requisiti, città di residenza, età, esperienza o quant'altro e risponde lo stesso lo fa inutilmente perché i siti di recruiting, quelli professionali, sono in grado di far avere molte risposte per ogni annuncio pubblicato e le società rispondono solo a chi è in linea con la ricerca. 

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