Salvo l’accordo per la risoluzione immediata
Preavviso, contributi a carico datore di lavoro

(Tribunale di Roma, Sez. Lavoro 25913/2003)

La mera sostituzione del periodo di preavviso, in caso di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con la relativa indennità sostitutiva, non è idonea a determinare la anticipata risoluzione del rapporto di lavoro, che è giuridicamente in essere sino al termine del periodo di preavviso, salvo che l’accettazione della proposta indennità non costituisca tacita manifestazione della volontà del lavoratore di porre termine al rapporto di lavoro. Il giudicante, facendo applicazione di detto principio, ha ritenuto che dal modulo di variazione anagrafica inviato al FASI non emergeva, contrariamente a quanto sostenuto dalla parte opposta, una inequivoca manifestazione di volontà dell’opponente (lavoratore) di porre fine al rapporto di lavoro con l’accettazione dell’indennità sostitutiva del preavviso, atteso che trattasi di modulo prestampato nel quale viene indicata, oltre alla data di cessazione del rapporto di lavoro (17.5.1997), la data di inizio e fine del periodo coperto da indennità sostitutiva del preavviso, sicché dalla coesistenza di entrambi i dati, ha desunto che il lavoratore, firmando il relativo modulo, avesse inteso per data di cessazione del rapporto di lavoro, la data di fine del periodo di preavviso anche se non lavorato. Il Giudicante ha, quindi, ritenuto i contributi relativi al periodo di preavviso a carico della società. La sentenza che segue è suscettibile di impugnazione dinanzi le corti superiori in conformità ai principi del vigente sistema processuale. (11 maggio 2004)

(Tribunale di Roma, Sez. Lavoro – sentenza n. 25913 dep.in data 5.12.2003 causa R. G. 225055/02)
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso ritualmente notificato, C.L. proponeva opposizione al decreto ingiuntivo n. 4036/2002, con il quale gli era stato ingiunto il pagamento della somma di euro 2.215,86, oltre interessi nonché spese del procedimento monitorio. L’opponente deduceva la insussistenza del credito per contributi nei confronti del FASI con riferimento al periodo 18.5.1997-17.5.1998, in quanto, pur avendo accettato la indennità sostitutiva del preavviso, il rapporto di lavoro doveva considerarsi ancora in essere sino alla scadenza del periodo di preavviso (17.5.1998), con la conseguenza che il soggetto debitore, in relazione ai contributi dovuti per il periodo predetto, doveva ritenersi la datrice di lavoro F.T. S.r.l. L’opponente si riconosceva debitore dei contributi relativi al periodo 18.5.1998-31.12.1999 il cui importo era stato pagato in data 5.11.2002 a mezzo di vaglia postale n.016001 0004 03 051102 e concludeva chiedendo la revoca del decreto ingiuntivo opposto. Si costituiva il FASI chiedendo il rigetto della opposizione e, in via subordinata, di autorizzare la chiamata in causa della F.T. S.r.l. All’odierna udienza la causa, documentalmente istruita, veniva discussa e decisa come da separato dispositivo. Osserva il giudicante che, come noto, la mera sostituzione del periodo di preavviso, in caso di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con la relativa indennità sostitutiva, non è idonea a determinare la anticipata risoluzione del rapporto di lavoro, che è giuridicamente in essere sino al termine del periodo di preavviso, salvo che l’accettazione della proposta indennità non costituisca tacita manifestazione della volontà del lavoratore di porre termine al rapporto di lavoro. Ad avviso del giudicante, dal modulo di variazione anagrafica inviato in data 29.8.1997 non emerge, contrariamente a quanto sostenuto dalla parte opposta, una inequivoca manifestazione di volontà dell’opponente di porre fine al rapporto di lavoro con l’accettazione dell’indennità sostitutiva del preavviso, atteso che trattasi di modulo prestampato dal FASI nel quale viene indicata, oltre alla data di cessazione del rapporto di lavoro (17.5.1997), la data di inizio e fine del periodo coperto da indennità sostitutiva del preavviso, sicché dalla coesistenza di entrambi i dati, può desumersi che il C., firmando il relativo modulo, intendesse per data di cessazione del rapporto di lavoro, la data di cessazione della prestazione lavorativa. Ne consegue che i contributi relativi al periodo di preavviso sono a carico della società F.T., la cui chiamata in causa nel presente giudizio non è stata ammessa, stante la specialità del procedimento monitorio e della successiva fase di opposizione. Ne consegue la revoca del decreto ingiuntivo opposto, pur sussistendo, in considerazione della particolarità della fattispecie, giusti motivi per la integrale compensazione tra le parti delle spese di giudizio.
PQM
ogni altra istanza, eccezione e deduzione disattesa: a) revoca il decreto ingiuntivo opposto; b) compensa interamente tra le parti le spese di giudizio.
Depositato in Cancelleria in data 5.12.2003 Il Giudice.





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